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sabato 8 agosto 2009

Gabriele Paolini, le incursioni nelle dirette Tv e l'accusa alla Rai


Di Gabriele Paolini, il disturbatore più fastidioso dei tg italiani, ogni tanto se ne ritorna a parlare, come è giusto che sia quando di mezzo ci sono personalità così 'strambe' ma che in realtà hanno tanto da dirci.

Paolini si autodefinisce 'inquinatore televisvo', ma i soprannomi per questo strano personaggio, nel corso del tempo, sono aumentati: 'profeta del condom', 'Diabolik di Casal de' Pazzi', ecc ecc…
La sua carriera di disturbatore ha inizio negli anni '90, durante le dirette televisive nei tg nazionali, per invogliare all'uso del preservativo, schierandosi fortemente contro le posizioni della Chiesa Cattolica.
La sua protesta, in particolare, prende vita in seguito alla morte di un suo caro amico, che contrasse il virus dell'AIDS a causa di un rapporto sessuale non protetto con una prostituta.


Nel corso degli anni, e dei vari eventi storici-televisivi, Paolini ha poi incrementato le proteste anche nei confronti della politica e di eventi di cronaca (come i PACS e la Strage di Ustica), irrompendo, oltre che nelle dirette dei tg, anche in trasmissioni di attualità.
Come mezzo di protesta, si dota di cartelli piuttosto eloquenti, con chiare frecciate nei confronti dei politici del momento, ma anche di personaggi celebri, così come nei confronti degli stessi inviati, i quali spesso sono costretti ad interrompere la dirette tv, trattandolo anche in malo modo.

Spesso ci si è chiesto, come fa Paolini, a trovarsi sempre nel luogo giusto, al momento giusto? La risposta è tra le più semplici: il disturbatore è dotato di un televisorino portatile, col quale riesce a conoscere, con estrema precisione, luogo e momento esatti in cui avrà inizio il collegamento, studiando, contemporaneamente, una strategia che gli permetta di eludere ai tentativi dei registi, di escluderlo dalle riprese. Ma più avanti, scopriremo, che forse non è il solo modo per conoscere in anteprima, i luoghi degli appostamenti.

Nel 2006, una sentenza della Corte di Cassazione riconosce il reato di molestie per le azioni compiute da Paolini, in occasione della diretta da Palazzo Chigi, in cui, appostatosi alle spalle di un giornalista, per mezzo del classico cartello aveva offeso il celebre presentatore Pippo Baudo.
Durante tale evento, Paolini fu costretto a rimborsare la Rai, che si costituì parte civile. Ma la sentenza fu poi annullata nel 2008, proprio perchè si evidenziò come le continue incursioni di Paolini, non solo non costituivano un vero e proprio danno per l'Azienda Rai, ma anzi, ne aumentavano lo share, a beneficio dell'ente.


Ma non è tutto. La lista delle incursioni sarebbe infinita. Noi ci limitiamo solo a citare le più importanti, per poi arrivare al punto cruciale di tutta la vicenda.

Nel 2008, in occasione delle proteste avviate dai dipendenti Alitalia, il disturbatore non ha perso l'occasione di irrompere in diverse dirette tv dall'aereoporto di Fiumicino, durante una delle quali insultò pesantemente il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale, con un foglio di via, obbligò Paolini a stare lontano dal comune e dall'aereoporto, per 3 anni.

E come dimenticare la sua interruzione a spese del Tg3, nel marzo del 2006, durante il servizio in diretta, nel quale Paolini gridò 'Il Papa è gay'?.
Ecco, siamo al punto caldo di tutto l'articolo.
Lo scorso 21 luglio, a Milano è iniziato il processo che lo vede imputato per l'interruzione a spese del Tg3 e le offese al Papa. E qui arriva la bomba pronta ad esplodere.
Gabriele Paolini, a tal proposito dichiara:

"Quel giorno non ho interrotto nè disturbato nulla: la mia presenza alle spalle del giornalista era di denuncia dell’accanimento mediatico sul quel processo. Tengo a precisare che dei 20 mila sabotaggi che ho fatto, un decimo, compreso quello in questione, sono stati organizzati con la Rai per i quali ho percepito 87.950 euro".

Una dichiarazione che per la Rai diventa quasi più fastidiosa di tutte le varie incursioni che Paolini ha messo in atto negli anni.
Una dichiarazione non condivisa dal suo avvocato, ma che, giura Paolini, potrebbe riempirsi di dettagli scabrosi, a danno di una società appaltatrice di servizi televisivi e di alcuni esponenti della Rai, pronti a svelare al disturbatore, in anteprima, le location dei servizi, al fine di innalzare l'audience.

Nulla di cui stupirsi, aggiungiamo noi, che poco fiduciosi, attendiamo le reazioni della Rai, ammesso che il caso non sia già finito nei dimenticatoio.



martedì 16 giugno 2009

Truffe televisive: ancora Affari Tuoi al centro delle polemiche


Ci risiamo. Affari Tuoi è di nuovo finito nel mirino dell'Unione Nazionale Consumatori.
Ormai il programma preserale di Rai Uno è diventato davvero poco credibile.

Ricordate l'uso di concorrenti abitudinari, o le 'casuali' vincite sempre altissime alla fine del programma per aumentare l'audience in particolari giorni, in modo da combattere la concorrenza (video 1), o il caso della concorrente che legge la mano sulla quale ha scritto i numeri da non chiamare lasciando le vincite più alte fino alla fine (video 2)?

Il fraudolento Affari Tuoi non molla.
Questa volta, Massimiliano Dona, dell'UNC, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, in riferimento al programma.
Cosa è successo nuovamente?
Pare si tratti di una situazione assolutamente poco chiara relativa all'allestimento dello studio e alla disposizione dei pacchi contenenti i premi in gettoni d'oro, prima dell'inizio del programma (nel video 3, l'intervista di Dona al programma Striscia la Notizia).

Prima dell'inizio della registrazione del programma, i pacchi venivano abbinati ai premi, richiusi e portati in studio in pile da cinque. L'ingresso dei pacchi in studio, era assolutamente casuale. Ma come mai non venivano sistemati in ordine numerico?
Anche alcuni concorrenti si son posta la stessa domanda, e la vicenda ha incuriosito anche l'UNC.
Dopo un controllo da parte dell'Associazione, è emerso che tutti i pacchi di una certa colonna contenevano le vincite più alte. Il disordine dunque, era solo apparente: dall'alto verso il basso si trovavano i pacchi contenenti i 50mila €, i 70 mila, i 100mila, poi i 250 mila, fino ai tanto ambiti 500 mila.
Ovviamente non si è trattato di un caso isolato, ma la stessa prassi si è ripetuta per mesi, da settembre a dicembre dello scorso anno.
I concorrenti più furbi, una volta capito l'inghippo, non dovevano far altro che memorizzare i numeri dei pacchi contenenti le vincite più alte, frodando così la Rai e portandosi a casa i soldi dei contribuenti.
Appena la truffa è stata scoperta, è stato introdotto un nuovo allestimento e le vincite medie sono state dimezzate.

Insomma, ancora truffe televisive. Ancora soldi dei contribuenti che vanno a finire nelle mani di persone furbe. Ancora una tv poco chiara, il tutto, ovviamente, sempre a scapito del telespettatore onesto.

A seguire, Articol@ndo vi propone 3 video emblematici delle truffe riscontrate nel programma.

Video 1


Video 2


Video 3