venerdì 14 agosto 2009

Le acrobazione di Silvio per riconquistare la figlia. Festa a Villa Certosa


C’era davvero qualcuno che si illudeva di vedere la Signora Veronica Lario, a Villa Certosa, in occasione del compleanno di Marina Berlusconi (44 anni)?
Se la risposta è affermativa, per tutti i fiduciosi che sperano nella storia a lieto fine, ci sarà stata di sicuro una grande delusione. Ma nulla è perduto. Marina, Barbara e il padrone di casa per lo meno hanno potuto godere di un pò di serenità ed armonia.
Strano ma vero, considerando che Marina non voleva saperne di vedere la sorellina ai suoi festeggiamenti nella Villa più discussa del mondo, soprattutto dopo la sua intervista sulla rivista Vanity Fair.

L’intervento di paparino Berlusconi è stato senz’altro provvidenziale, fino a portare al bacino della pace tra le due sorelle. Gli altri fratelli invece, hanno sobriamente boicottato l’evento per godersi le proprie vacanze.

Festa riservata a pochi intimi dunque (una quarantina in tutto), accompagnata dalla chitarra neomelodica di Mariano Apicella, per la felicità e il divertimento di papà Silvio.
Agli ospiti è stata richiesta massima riservatezza, giusto per evitare ulteriori scaldali provenienti dalla già ampiamente discussa Villa Certosa.

Dopo la cena, a base di sformati dello Chef Michele, gli invitati sono stati accompagnati a prendere il gelato. C’è chi, dopo, ha avuto un blocco alla digestione, vedendosi portare un conto di 500 euro per una singola consumazione, ma i sopravvissuti hanno potuto sorridere dello scherzetto del simpatico Silvio, svelato qualche minuto dopo.

A festa conclusa, Barbara si è rincuorata con i doni ricevuti. Il suo polso è stato subito avvolto da un braccialetto di diamanti regalato dal buon padre. Le malelingue ne hanno stimato anche il costo (600 mila euro), ma sarà tutta colpa dell’invidia (non si sa bene se trattasi di invidia per il regalo di inestimabile valore o per un padre così premuroso).


Articolo ospitato anche su CrashDown.it

sabato 8 agosto 2009

Gabriele Paolini, le incursioni nelle dirette Tv e l'accusa alla Rai


Di Gabriele Paolini, il disturbatore più fastidioso dei tg italiani, ogni tanto se ne ritorna a parlare, come è giusto che sia quando di mezzo ci sono personalità così 'strambe' ma che in realtà hanno tanto da dirci.

Paolini si autodefinisce 'inquinatore televisvo', ma i soprannomi per questo strano personaggio, nel corso del tempo, sono aumentati: 'profeta del condom', 'Diabolik di Casal de' Pazzi', ecc ecc…
La sua carriera di disturbatore ha inizio negli anni '90, durante le dirette televisive nei tg nazionali, per invogliare all'uso del preservativo, schierandosi fortemente contro le posizioni della Chiesa Cattolica.
La sua protesta, in particolare, prende vita in seguito alla morte di un suo caro amico, che contrasse il virus dell'AIDS a causa di un rapporto sessuale non protetto con una prostituta.


Nel corso degli anni, e dei vari eventi storici-televisivi, Paolini ha poi incrementato le proteste anche nei confronti della politica e di eventi di cronaca (come i PACS e la Strage di Ustica), irrompendo, oltre che nelle dirette dei tg, anche in trasmissioni di attualità.
Come mezzo di protesta, si dota di cartelli piuttosto eloquenti, con chiare frecciate nei confronti dei politici del momento, ma anche di personaggi celebri, così come nei confronti degli stessi inviati, i quali spesso sono costretti ad interrompere la dirette tv, trattandolo anche in malo modo.

Spesso ci si è chiesto, come fa Paolini, a trovarsi sempre nel luogo giusto, al momento giusto? La risposta è tra le più semplici: il disturbatore è dotato di un televisorino portatile, col quale riesce a conoscere, con estrema precisione, luogo e momento esatti in cui avrà inizio il collegamento, studiando, contemporaneamente, una strategia che gli permetta di eludere ai tentativi dei registi, di escluderlo dalle riprese. Ma più avanti, scopriremo, che forse non è il solo modo per conoscere in anteprima, i luoghi degli appostamenti.

Nel 2006, una sentenza della Corte di Cassazione riconosce il reato di molestie per le azioni compiute da Paolini, in occasione della diretta da Palazzo Chigi, in cui, appostatosi alle spalle di un giornalista, per mezzo del classico cartello aveva offeso il celebre presentatore Pippo Baudo.
Durante tale evento, Paolini fu costretto a rimborsare la Rai, che si costituì parte civile. Ma la sentenza fu poi annullata nel 2008, proprio perchè si evidenziò come le continue incursioni di Paolini, non solo non costituivano un vero e proprio danno per l'Azienda Rai, ma anzi, ne aumentavano lo share, a beneficio dell'ente.


Ma non è tutto. La lista delle incursioni sarebbe infinita. Noi ci limitiamo solo a citare le più importanti, per poi arrivare al punto cruciale di tutta la vicenda.

Nel 2008, in occasione delle proteste avviate dai dipendenti Alitalia, il disturbatore non ha perso l'occasione di irrompere in diverse dirette tv dall'aereoporto di Fiumicino, durante una delle quali insultò pesantemente il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale, con un foglio di via, obbligò Paolini a stare lontano dal comune e dall'aereoporto, per 3 anni.

E come dimenticare la sua interruzione a spese del Tg3, nel marzo del 2006, durante il servizio in diretta, nel quale Paolini gridò 'Il Papa è gay'?.
Ecco, siamo al punto caldo di tutto l'articolo.
Lo scorso 21 luglio, a Milano è iniziato il processo che lo vede imputato per l'interruzione a spese del Tg3 e le offese al Papa. E qui arriva la bomba pronta ad esplodere.
Gabriele Paolini, a tal proposito dichiara:

"Quel giorno non ho interrotto nè disturbato nulla: la mia presenza alle spalle del giornalista era di denuncia dell’accanimento mediatico sul quel processo. Tengo a precisare che dei 20 mila sabotaggi che ho fatto, un decimo, compreso quello in questione, sono stati organizzati con la Rai per i quali ho percepito 87.950 euro".

Una dichiarazione che per la Rai diventa quasi più fastidiosa di tutte le varie incursioni che Paolini ha messo in atto negli anni.
Una dichiarazione non condivisa dal suo avvocato, ma che, giura Paolini, potrebbe riempirsi di dettagli scabrosi, a danno di una società appaltatrice di servizi televisivi e di alcuni esponenti della Rai, pronti a svelare al disturbatore, in anteprima, le location dei servizi, al fine di innalzare l'audience.

Nulla di cui stupirsi, aggiungiamo noi, che poco fiduciosi, attendiamo le reazioni della Rai, ammesso che il caso non sia già finito nei dimenticatoio.



venerdì 17 luglio 2009

Michael Jackson, la sua (non) morte, il delirio dei fan e la scia di suicidi


La morte del Re del Pop, Michael Jackson, ha turbato l’intero mondo, dalla gente comune, ai fan più affiatati, alle star internazionali della musica e del cinema.
Se ne è parlato tanto e se ne continuerà a parlare senza ombra di dubbio.
I punti centrali di tutta la vicenda, per lungo tempo sono stati e continuano ad essere, in ordine sparso: le questioni legali legate all’eredità, le verità sulla sua morte, i sospetti nei confronti dei medici che lo hanno soccorso, il destino dei suoi tre figli, le altrettante verità sulla vera paternità dei bambini, i suoi oltre cento inediti, la ricomparsa del padre Joe, sorridente nonostante tutto, la sua presunta anoressia, presunta vitiligine, presunta omosessualità, presunta pedofilia. Fino a parlare addirittura di presunta morte.

I media in merito si sono sbizzarriti, incitando blogger, giornalisti-sciacalli, ammaliatori e venditori di favole, a creare addirittura una pista alternativa, in base alla quale intorno a Jacko si andrebbe a creare un vero e proprio giallo, avanzando la non-morte del cantante, espediente che avrebbe indotto Michael a obliarsi, fingendo la morte, pur di scappare ai creditori, per non pagare i 500 milioni di dollari di debiti accumulati negli ultimi anni, oppure per pagarli grazie alla sua morte, appunto.
Ma su questo, non credo che ne verremo presto a capo. Si rischia di infangare ancora di più la vita privata di un uomo, già troppo spesso incriminato delle più orrende accuse, poi in parte smentite subito dopo il suo decesso (le accuse di pedofilia, ndr).


Ma su un aspetto, in particolare, non se ne è parlato abbastanza. O se ne è parlato solo in parte.
Il delirio dei fan. I numerosissimi fan del cantante, sparsi in tutto il mondo, una volta appresa la notizia della scomparsa del loro idolo, sono rimasti scioccati. Ci sono state dappertutto, nei giorni successivi alla notizia, iniziative e veglie, organizzate in memoria dell’Icona del Pop.
Ma non è tutto. La notizia davvero sconvolgente, è stata senz’altro l’ondata di morti suicide che hanno seguito quella del cantante.
Ammiratori e ammiratrici, 12 in totale, che si sono tolti la vita, convinti di non poter più vivere senza il loro idolo, di non riuscire più a trovare un senso dopo la morte di Jacko.
Dodici suicidi e numerosissimi casi di depressione. Un altro allarmante dato, che, aggiunto a tutti gli altri che ruotano attorno alla vicenda, aumentano ancora di più l’effetto grottesco, accentuato dai media, circa la morte di Michael.

La notizia della scia di suicidi, è stata data da Gary Taylor, che sul Web gestisce il più grande fan club on line del mondo, dedicato a Michael Jackson, con più di 14.000 iscritti e uno staff composto da 30 persone sparse nel mondo.

“E' una situazione seria quella che queste persone stanno affrontando, ma Michael Jackson non vorrebbe questo. Lui vorrebbe che vivessero”,
afferma Taylor.
Anche il reverendo Jesse Jackson, amico personale del cantante e attivista per i diritti civili, ha messo un video su Youtube dove esorta i fan di Jacko a non autodistruggersi:
“C'è un senso di grande perdita e di grande dolore, ma dobbiamo celebrare la vita di Michael per renderlo felice . Dobbiamo mantenere il suo senso di dignità renderlo felice dicendo ‘We are the world’. Non autodistruggetevi”.


Ma i ‘comuni fan’ non sono stati gli unici ad essere vittime di casi di shock in seguito alla notizia appresa, circa la morte del loro idolo.
Lo scorso lunedì, Liz Taylor era stata ricoverata in un ospedale di Beverly Hills.
"Non ha retto al dolore per la morte del suo adorato Jacko",
questo il messaggio diffuso attraverso tutti i principali media.
Poi ieri è giunta la smentita da parte di un suo portavoce:
Liz è stata ricoverata per "un piccolo ma delicato intervento chirurgico".
Nessuna specifica ulteriore. Neppure da parte della stessa attrice 77enne, che dopo la morte di Michael, non si è pronunciata, non ha rilasciato nessuna intervista, nessuna foto, nessuna partecipazione ai vari eventi in memoria del cantante scomparso.
In fondo lei, si era schierata dalla parte di Jacko, sostenendolo ardentemente, mentre tutti, famiglia compresa, gli puntava il dito contro.

Noi di Articol@ndo, siamo certi che sulla morte di Michael Jackson e su ogni aspetto della sua vita e del suo decesso, se ne parlerà ancora per molto. Ci auguriamo solo che l’evento mediatico che ha avuto luogo, e che continua ad essere in atto, non sia stata la vera causa delle numerose vittime da suicidio, che vanno a rappresentare il dato veramente allarmante dell’intera vicenda.

giovedì 18 giugno 2009

Ma cosa pensano all'estero di Berlusconi?


Il premier Silvio Berlusconi ha da sempre accumulato una varietà infinita di figuracce, gaffe, errori, antipatie, critiche. Oltre che il voto degli Italiani.
Una cosa non ho mai capito sinceramente:
come mai ogni volta che siamo in prossimità di elezioni importanti, in cui è visibile la candidatura di Berlusconi, sul web, sui giornali, per strada, tutti criticano in maniera piuttosto pesante quest'uomo basso dal grande potere?
Ovviamente ogni elezione termina con la sua vittoria. E tutto questo fa rabbia. Mi fa rabbia il perbenismo diffuso, questa sensazione che l'Italia sia rimasta ancora un paese che 'predica bene e razzola male'. Nelle piccole come nelle grandi cose. Nelle vicende personali come in merito al futuro di un intero popolo.

Ma il punto su cui, oggi, Articol@ndo vuole dedicare la sua attenzione, è un altro. Come veniamo percepiti noi italiani, popolo dalle facili promesse e dai facili giudizi, ma dalle difficilissime messe in pratica, all'estero?
E soprattutto, cosa ne pensano, al di fuori dei confini italiani, di Berlusconi?

C'è da dire che la Stampa estera si è spesso sbizzarrita sull'argomento. Spesso siamo diventati (noi cittadini, in quanto Italia), lo zimbello dei paesi europei. I meriti sono spesso di chi ci rappresenta politicamente.
Pare che le testate (sia della tv che della stampa), mettano tutta la loro creatività in titoli satirici, interi editoriali e trasmissioni tv dal tono ironico, con protagonista sempre lui, Mr. Berlusconi.

Gran parte della stampa mondiale definisce il popolo italiano come un popolo di cialtroni e miserabili. I giornali stranieri dalla Cina al Portogallo ci deridono.
Vogliamo fare degli esempi?
Riportiamo alcuni titoli di giornali esteri, pubblicati durante il passato governo Berlusconi:

"Dal nostro inviato nel Berlusconistan" (Suddeutsche Zeitung).
"L'Italia delle paillettes, della demagogia e del sogno americano" (Le Soir).
"Dove vige un sistema abilmente costruito per rincoglionire le masse e regna il principe delle arti volgari" (L'Express),
"Un Don Co.glioni" (The Wall Street Journal),
"Un premier d'ineguagliabile condotta villana e meschinità culturale che lo rendono l'incarnazione dei peggiori italiani" (Frankfurter Allgemeine Zeitung).
"Benvenuti nell'Italietta che sta per liberarsi del Cavaliere" e "an insider on the way out, uno che se sconfitto aveva promesso di fuggire a Tahiti" (Financial Times).

Emblematica la copertina del The Economist: “BASTA, per l’Italia è tempo di licenziare Berlusconi”(Basta. Time to sack Berlusconi).


Articol@ndo non aggiunge altro, a parte 'regalarvi' due video, tratti tra i tanti presenti su YouTube, giusto per sottolineare ancora una volta come il prestigio dell'Italia sia arrivato ai minimi storici.




martedì 16 giugno 2009

Truffe televisive: ancora Affari Tuoi al centro delle polemiche


Ci risiamo. Affari Tuoi è di nuovo finito nel mirino dell'Unione Nazionale Consumatori.
Ormai il programma preserale di Rai Uno è diventato davvero poco credibile.

Ricordate l'uso di concorrenti abitudinari, o le 'casuali' vincite sempre altissime alla fine del programma per aumentare l'audience in particolari giorni, in modo da combattere la concorrenza (video 1), o il caso della concorrente che legge la mano sulla quale ha scritto i numeri da non chiamare lasciando le vincite più alte fino alla fine (video 2)?

Il fraudolento Affari Tuoi non molla.
Questa volta, Massimiliano Dona, dell'UNC, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, in riferimento al programma.
Cosa è successo nuovamente?
Pare si tratti di una situazione assolutamente poco chiara relativa all'allestimento dello studio e alla disposizione dei pacchi contenenti i premi in gettoni d'oro, prima dell'inizio del programma (nel video 3, l'intervista di Dona al programma Striscia la Notizia).

Prima dell'inizio della registrazione del programma, i pacchi venivano abbinati ai premi, richiusi e portati in studio in pile da cinque. L'ingresso dei pacchi in studio, era assolutamente casuale. Ma come mai non venivano sistemati in ordine numerico?
Anche alcuni concorrenti si son posta la stessa domanda, e la vicenda ha incuriosito anche l'UNC.
Dopo un controllo da parte dell'Associazione, è emerso che tutti i pacchi di una certa colonna contenevano le vincite più alte. Il disordine dunque, era solo apparente: dall'alto verso il basso si trovavano i pacchi contenenti i 50mila €, i 70 mila, i 100mila, poi i 250 mila, fino ai tanto ambiti 500 mila.
Ovviamente non si è trattato di un caso isolato, ma la stessa prassi si è ripetuta per mesi, da settembre a dicembre dello scorso anno.
I concorrenti più furbi, una volta capito l'inghippo, non dovevano far altro che memorizzare i numeri dei pacchi contenenti le vincite più alte, frodando così la Rai e portandosi a casa i soldi dei contribuenti.
Appena la truffa è stata scoperta, è stato introdotto un nuovo allestimento e le vincite medie sono state dimezzate.

Insomma, ancora truffe televisive. Ancora soldi dei contribuenti che vanno a finire nelle mani di persone furbe. Ancora una tv poco chiara, il tutto, ovviamente, sempre a scapito del telespettatore onesto.

A seguire, Articol@ndo vi propone 3 video emblematici delle truffe riscontrate nel programma.

Video 1


Video 2


Video 3

lunedì 15 giugno 2009

Billy Ballo domina su Facebook anche dopo il suo arresto


È passato quasi un mese dalla notizia dell’arresto di Alessio Saro, in arte Billy Ballo, il comico di Mai Dire Gol.
Saro è stato condannato al carcere, per aver avuto rapporti sessuali con una tredicenne conosciuta su FaceBook. Tecnicamente pare si tratti di stupro, ma sono avanzate anche le accuse per pedofilia. Eccessive secondo alcuni. Del tutto plausibili per altri.

La tredicenne, Carla, conosce Saro (33 anni) sul social network più famoso del mondo. Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, il comico milanese seduce la ragazzina portandosela a letto, prima di finire in manette.
Il fatto è stato scoperto dalla madre della ragazza, la cui uscita con una scusa tra le più banali (vado a dormire da un’amica) le era sembrata sin da subito sospetta. Da lì le ricerche sul pc della ragazzina e la scoperta della tresca col 33enne.

La denuncia, da parte della madre, scatta dopo la seconda uscita tra la figlia e Saro, il quale rischia 10 anni di detenzione con l’accusa di aver abusato di una minore, consapevole della sua giovane età.
Fatto ancora più grave, pare che l’attore abbia cercato ripetutamente di persuadere la ragazzina a mentire, non solo con i genitori, ma anche di fronte alle forze dell’ordine, dicendo che fosse maggiorenne e difendendo così Sarò da ogni accusa di abuso o, come dicevo all’inizio, di pedofilia.

Questi sembrerebbero i fatti che girano intorno alla vicenda.
Ancora FaceBook nel mirino. Ancora un uso improprio di un mezzo di comunicazione potentissimo ma che non lascia scampo a vicende illecite. Ancora minorenni illuse e ‘uomini neri’ che approfittano dell’ingenuità di piccole donne cresciute troppo in fretta.


Quello che più sorprende, è come ci si sia schierati quasi in maniera equa, a favore o contro Alessio Saro, venuto alla ribalta più per questa vicenda alquanto scabrosa che per i suoi sketch televisivi.
Articol@ndo ha fatto una breve ricerca tra i tanti gruppi presenti su FaceBook, semplicemente digitando il nome dell’attore. I risultati sono parecchio sorprendenti. Decine di gruppi in difesa di Billy Ballo. Decine di gruppi offensivi nei confronti della ragazzina tredicenne e addirittura della madre.
Per fortuna, con un po’ di buonsenso, c’è anche chi si è dichiarato deluso dall’attore. Ma al di là della fama di personaggio pubblico, c’è poco da difendere o giustificare.

sabato 23 maggio 2009

Giovanni Falcone: Vittima della mafia, Eroe contro la mafia



23 maggio 1992 - 23 maggio 2009

Sono passati 17 anni da quando, sull'autostrada A29 nei pressi dello svincolo di Capaci, il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, persero la vita in un attentato voluto dalla mafia.

Cinque quintali di tritolo per distruggere cinque vite umane e la dignità di un intero paese che si credeva libero.

17 anni fa la mafia ha fatto una vittima illustre e ha dato vita ad un eroe la cui memoria non può essere sepolta sotto quintali di tritolo, polvere e sangue.
Giovanni Falcone ha sacrificato la stessa vita in nome di uno Stato che non lo ha saputo proteggere.
L’unica possibile ricompensa al suo sacrificio, sarà la nostra memoria, la nostra voce, perché è il silenzio che uccide doppiamente.


Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana.
(Giovanni Falcone)


Intanto, la Rai Fiction, proprio oggi adotta una poco felice decisione: bloccare la messa in onda della fiction su Giovanni Falcone, per rispettare la ‘par condicio' in quanto nel film insieme a Falcone si parla anche di Paolo Borsellino fratello di Rita Borsellino, candidata dell'Unione alla presidenza della regione Sicilia.

La sua reazione è più che condivisibile: "E' incredibile, è inverosimile pensare di potere strumentalizzare due figure come quelle di Falcone e Borsellino. E' una mancanza di rispetto non tanto per me ma nei confronti loro e nei confronti dell'intelligenza e della sensibilità degli italiani".


Si spera che la vera ragione non sia di natura prettamente politica.
Si spera che l’impegno civico non sia calpestato da puri interessi personali.
Si spera che la sola idea di strumentalizzare il nome e le azioni di due grandi Eroi sia ben lontana dall’etica di pubblico servizio ricoperta dalla Rai.

domenica 17 maggio 2009

Giornata mondiale contro l'omofobia



17 maggio 2009: oggi è la giornata mondiale contro l'omofobia, per ricordarci che 'si deve temere l'omofobia e non gli omosessuali'.
Ancora oggi infatti, il mondo gay è fin troppo protagonista di continui insulti, offese e aggressioni, fisiche e psicologiche da chi continua con ignoranza a considerarli come 'categoria sociale' da evitare e non come persone umane che vivono, agiscono e soffrono esattamente come tutte le altre.

Era il 17 maggio 1990, quando l'Organizzazione mondiale della sanità cancellò dagli elenchi delle malattie mentali, l'omosessualità. E' da allora che si festeggia la giornata mondiale contro l'omofobia, una 'festività' tutt'altro che simbolica, considerando le continue discriminazioni e vessazioni a carico di gay, lesbiche e trans.
Molti si giustificano mettendo al centro della loro tesi la moralità, ma a conti fatti, i veri immorali non sono gli omosessuali, ma piuttosto gli omofobi.




Rimando al gruppo di Facebook relativo alla Giornata mondiale contro l'omofobia, con l'elenco di tutti gli atti omofobici compiuti nel corso del 2008 (Dati Arcigay), e al sito internazionale http://www.idahomophobia.net/

venerdì 15 maggio 2009

Beatrice Borromeo, lo sfogo e la censura di Rai2

Beatrice Borromeo: bella, ricca e senza cervello? Assolutamente no! C’è da ricredersi guardando lo sfogo diffuso in rete, dopo la sua partecipazione alla trasmissione di Daria Bignardi, L’Era Glaciale.

Ma cosa è successo realmente?
L’intervista alla giovane, durante la trasmissione di Rai2, si è basata principalmente su temi alquanto scottanti e ‘politicamente scorretti’ (a detta di alcuni), con domande relative a Berlusconi e alla vicenda del divorzio del Premier da Veronica Lario, alla sua esperienza ad AnnoZero di Santoro di un paio di anni fa e al controllo sulla TV di Stato (censura compresa).

Al termine della trasmissione, Antonio Marano, direttore di RaiDue si è scagliato contro l'invitata alla trasmissione con insulti e minacce di censure a carico della Borromeo. Ovviamente l’intervista ha subito censure e ampi tagli relativi all’intervento della giovane.

I motivi (a detta del Direttore), sono da ricondurre al rispetto della par condicio in periodo di campagna elettorale. Ma non tralasciamo un particolare importantissimo: poco prima aveva parlato il Ministro per le Politiche Agricole Zaia senza contraddittorio, censure e tagli (ovviamente!).

Il video sottostante è stato realizzato da Daniele Martinelli a margine del Festival del Giornalismo d'Inchiesta di Marsala.



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sabato 9 maggio 2009

Per non dimenticare chi fu Peppino Impastato

9 maggio 1978- 9 maggio 2009.


Correva l’anno 1978. Il 9 maggio. Pochi giorni prima delle elezioni e dopo l'esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi.
Il corpo di Peppino Impastato, viene ritrovato dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.
C’è chi parla di attentato terroristico, chi di un suicidio.


Nel 1992 il ‘caso Impastato’ viene archiviato, dopo aver ribadito la matrice mafiosa del delitto ma escluso la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzato la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei “corleonesi”.

Solo nel 2001 dopo un iter processuale durato quasi 23 anni Vito Palazzolo viene giudicato colpevole materiale dell'omicidio Impastato e condannato a 30 anni di reclusione. L'anno successivo Gaetano Badalamenti, mentre sconta una pena di 45 anni nelle carceri americane, viene indicato inequivocabilmente come il mandante del delitto e viene condannato all'ergastolo.

Sono passati 31 anni dalla sua morte, ma la lotta contro la mafia attuata da Peppino Impastato, è impossibile da dimenticare. Così come i suoi 100 passi che lo separavano dalla vergogna del suo paese, e del nostro Paese.

E’ diritto e dovere di tutti, nonché una necessità, rinnovare la memoria di Peppino e delle sue gesta, ricordandolo come esempio esemplare da seguire di straordinario impegno politico, sociale e culturale.

Per saperne di più su Peppino Impastato, la sua vita, la lotta continua contro la mafia, rimandiamo al sito www.peppinoimpastato.com


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mercoledì 6 maggio 2009

Domani 21.04.09 -Canzone per l'Abruzzo- (video+testo)


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Domani 21.04.09

Tra le nuvole e i sassi/ passano i sogni di tutti (Ligabue)
passa il sole ogni giorno/ senza mai tardare. (Tiziano Ferro)
Dove sarò domani? (Enrico Ruggeri)
Dove sarò? (Gianni Morandi)
Tra le nuvole e il mare/ c'è una stazione di posta (Franco Battiato)
uno straccio di stella messa lì a consolare (Massimo Ranieri)
sul sentiero infinito (Max Pezzali)
del maestrale (Eugenio Finardi)
Day by day (Zucchero)
Day by day (Cesare Cremonini)
hold me/ shine on me. (Zucchero)
shine on me (Cesare Cremonini)
Day by day save me shine on me (Zucchero, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Cesare Cremonini, Eugenio Finardi)
Ma domani, domani,/ domani, lo so (Francesco Renga)
Lo so che si passa il confine, (Roberto Vecchioni)
E di nuovo la vita (Mauro Pagani)
sembra fatta per te (Giuliano Palma)
e comincia (Elio)
domani (Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma)
domani è già qui (Jovanotti)

rap 1 Estraggo un foglio nella risma nascosto
scrivo e non riesco forse perché il sisma mha scosso (Caparezza)

rap 2 Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma puoi farlo solo oggi (Frankie Hi NRG)

e la vita la vita si fa grande così (Gianluca Grignani)
e comincia domani (Giuliano Sangiorgi)
Tra le nuvole e il mare si può fare e rifare (Claudio Baglioni)
con un pò di fortuna (Ron)
si può dimenticare. (Luca Carboni)
Dove sarò (Baustelle)
domani? Dove sarò? (Samuele Bersani e Baustelle)
oh oh oh (coro: Carmen Consoli, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Massimo Ranieri, Bluvertigo, Nek, Giuliano Palma, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Albano)

rap 3 Dove sarò domani che ne sarà dei miei sogni infranti, dei miei piani/ Dove sarò domani, tendimi le mani, tendimi le mani (Marracash)

Tra le nuvole e il mare
si può andare e andare (Laura Pausini)
sulla scia delle navi
di là del temporale (Carmen Consoli)
e qualche volta si vede (Nek)
domani (Antonello Venditti)
una luce di prua (Nek)
e qualcuno grida: Domani (Antonello Venditti)

rap 4 Come laquila che vola
libera tra il cielo e i sassi siamo sempre diversi e siamo sempre gli stessi
hai fatto il massimo e il massimo non è bastato e non sapevi piangere e adesso
che hai imparato non bastano le lacrime ad impastare il calcestruzzo
eccoci qua cittadini dAbruzzo
e aumentano dintensità le lampadine una frazione di
secondo prima della finee la tua mamma,
la tua patria da ricostruire,
comu le scole, le case e specialmente lu core
e puru nu postu cu facimu lamore (Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra e in chiusura Sud Sound System)

non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giuliano Sangiorgi)
sulla stessa barca (J Ax , Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a fare castelli in aria (J Ax e Fabri Fibra)
non siamo così soli (Giorgia)
a stare bene in Italia (J Ax e Fabri Fibra)
sulla stessa barca (J Ax)
a immaginare un nuovo giorno in Italia (Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario Venuti, Jovanotti, J Ax, Fabri Fibra)
Tra le nuvole e il mare si può andare, andare
Sulla scia delle navi di là dal temporale (Piero Pelù)
Qualche volta si vede una luce di prua e qualcuno grida, domani (Morgan)
Non siamo così soli (Giorgia, Mario Venuti, Giusy Ferreri, Dolcenera, Giuliano Sangiorgi)

(tromba solo di Roy Paci)

Domani è già qui
Domani è già qui (Jovanotti, Marracash, FabriFibra, J Ax)

(Assolo violino Mauro Pagani)

Ma domani domani, domani lo so, lo so, che si passa il confine (Gianna Nannini)
E di nuovo la vita sembra fatta per te e comincia (Elisa) domani (Sud Sound System)
Tra le nuvole e il mare, si può fare e rifare
Con un pò di fortuna si può dimenticare (Manuel Agnelli Afterhours)
E di nuovo la vita, sembra fatta per te (Mango)
E comincia (Niccolò Fabi)

(coro finale)
domani
E domani domani, domani lo so
Lo so che si passa il confine
E di nuovo la vita sembra fatta per te
E comincia domani

(Manuel Agnelli, Dolcenera, Zucchero, Niccolò Fabi, Pacifico, Giusy Ferreri, Alioscia, Pacifico, Max Pezzali, Caparezza, Niccolò Agliardi, Luca Carboni, Roy Paci, Tricarico, Ron, Giuliano Sangiorgi, negramaro, Negrita, Giorgia, Francesco Renga, Malika Ayane, Laura Pausini, Morgan, Jovanotti, Massimo Ranieri, Nek, Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli, Mango, Cesare Cremonini, Saturnino)

Domani è già qui, domani è già qui (Jovanotti)

martedì 5 maggio 2009

L'angolo degli Autori: Salvatore D'Agostino


Altro incontro con L'angolo degli Autori.
Questa volta, un articolo sulla
Vicaria, a cura di Salvatore D'Agostino.

Per le note e i commenti relativi all'articolo, si rimanda direttamente al blog dell'Autore .





La Vicaria una tenia nelle viscere del "Sacco di Palermo"

«La mia città è in mano ai banditi. […] Un sindaco che dovrebbe vergognarsi per il livello infimo della propria competenza e per l'assoluta ignavia rispetto ai problemi della città si preoccupa invece di coprirsi le pudenda affidando a una squadra di esperti l'immagine di Palermo. Dove per immagine si intende il simulacro vuoto di una retorica che dice a grandi lettere «Palermo è cool»1, come recitava una campagna superpagata2 affidata alla Publicis poco prima delle ultime elezioni.» (Franco La Cecla)3




Palermo è una città potente, da anni regola le vicende della politica italiana.
I milioni di voti, gestibili dai gruppi di potere oligarchici dell’isola, decidono la governabilità dell’Italia.

Palermo è cruda, come il pesce servito nei ristoranti temporanei che costeggiano il mare.
La sua crudezza risiede nell’idea condivisa del rispetto verso i potenti.
A Palermo non si vive, si sopravvive, solo all’ingenuo che non conosce le tacite regole, Palermo, mostra la sua cinica violenza.
La crudezza di Palermo si percepisce:

nei corpi degli attori dei registi Ciprì e Maresco, non uomini ma carte geografiche da delimitare e spartire;
nelle foto dei poveri cristi
morti ammazzati, scattate dopo una corsa in Vespa tra i vicoli, da Letizia Battaglia, un miscuglio di anime e sangue, di uomini e donne, maledetti e benedetti;
nell’urlo senza speranza in La Ballata delle balate
di Vincenzo Pirrotta: «Si aviti i cugghiuni, voi lecchini di Stato dovete dire che la mafia e la politica convivono, sono allo stesso livello»;
nelle voci e nei gesti disarticolati degli attori del teatro di Emma Dante
, gente mutilata della libertà.
A te viaggiatore che arrivi a Palermo dall’autostrada da est o da ovest, sappi che quel tratto di strada/autostrada/tangenziale è una magnifica promenade architectural,
la più bella opera di arte contemporanea a cielo aperto, il suo titolo è: Sacco di Palermo, mi raccomando abbi rispetto.
Se in seguito vuoi entrare nelle sue viscere e non sei amante dell’arte, sappi che da qualche mese puoi parlare con la sua tenia, si trova in un garage interrato. Uno spazio sottratto alla real estate palermitana.
La Tenia si chiama Vicaria
e in quest’avamposto interno alla pancia del 'Sacco': cu arriva ietta vuci4.
Forse sarò blasfemo ma in queste viscere ho percepito l’idea civile dell’urbs e dell’urbanità. Come per i primi cristiani pare che quest’idea stia per nascere dalle catacombe della nostra contemporaneità: i palazzi degli speculatori, dove sotto il loro peso di cemento sono stati seppelliti uomini, lavoratori, campagne, giardini, ville liberty, siti archeologici e la civiltà.
Infine amico mio, per maggiore conoscenza, la religione che si professa alla Vicaria è la libertà.
Quindi, stai attento, perché a credere in questa religione si rischia la vita.

lunedì 4 maggio 2009

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domenica 3 maggio 2009

L'angolo degli Autori: Francesco Balestri su Runway


Salve a tutti. Apriamo la rassegna dei contributi inviati dai lettori di Articol@ndo.

Francesco Balestri, creatore del blog Runway - All around fashion, e autore di un articolo sul genere letterario degli anni '90, il Chick Lit.




Chick Lit


Salve a tutti, stavolta sono qua per parlare di un genere letterario nato negli anni ’90, che sta avendo un grande successo all’estero e anche in italia in voga negli ultimi anni. Sto parlando del genere “chick lit”.

Il nome è l’abbreviazione di “Chicken literature” ossia la letteratura delle pollastrelle (o gallinelle), e le sue caratteristiche sono una narrazione umoristica e irriverente che tende a mettere in ridicolo alcuni aspetti della vita lavorativa e sessuale delle protagoniste (tra i venti e i quarant’anni), che spesso fanno parte di un mondo patinato e lavorano nell’editoria, nella moda, nella pubblicità o la finanza.

Pur essendo molto simili ai romanzi rosa hanno ben poco a che vedere con le situazioni svenevoli narrate al loro interno, i chick lit book tendono spesso a raccontare situazioni assurde e divertenti.

I capo stipiti di questo genere letterario risalgono ai romanzi di Jane Austen, incentrati anch’essi sulle vicende di un’eroina alle prese con balli in società, pretendenti che chiedono la sua mano, biglietti d’amore scritti nel cuore della notte, e immancabili batticuore.



Il diario di Bridget Jones” di Helen Fieldin e “Sex and the city” sono quelli che hanno dato il via al grande successo di questo genere. Inizialmente usciti su delle riviste di settore come romanzi d’appendice e pubblicati successivamente in versione integrale a grande richiesta di un pubblico che erano riusciti a crearsi. Entrambi hanno ispirato adattamenti cinematografici di successo anche per la partecipazione di attrici del calibro di Sarah Jessica Parker e Renè Zellweger.




I romanzi di maggior successo da aggiungere a quelli già citati si può aggiungere la fortunata serie di “I love shopping” di Sophie Kinsella, “Il diavolo veste Prada” di Lauren Waisberger e “Lipstick Jungle” di Candace Bushnell.

Fra le s

crittrici italiane che vengono talvolta paragonate a Kinsella e Fielding si possono citare Alessandra Casella con “Un anno di gloria”, Stefania Bertola con “Aspirapolvere di stelle” o l'attrice Geppi Cucciari, con il romanzo d'esordio “Meglio donna che male accompagnata”.



Per chi pensa poi che il Chick lit sia solo al femminile si sbaglia! Esistono infatti anche scrittori maschi che scrivono tale genere tra cui Ben Elton (“Popcorn”), Mike Gayle (“Avviso di chiamata”, “Crisi di compleanno”, “C’era anche Jo?”, “Lui e lei”, “La mattina dopo”, “Mister Dammitempo”e Nick Hornby (“Febbre a 90°”, “Alta Fedeltà”, “Un ragazzo”, “Come diventare buoni”.


mercoledì 29 aprile 2009

Il nuovo asso nella manica di Berlusconi: il G8 in Abruzzo


Quando ormai i riflettori sulla Regione disastrata dal terremoto dello scorso 6 aprile stavano per spegnersi, ecco che si riaccendono con forza, per illuminare l’ultima grande idea del premier Berlusconi.

Con una mossa a sorpresa, Silvio Berlusconi comunica ai media la decisione di spostare il summit previsto in luglio a La Maddalena, direttamente a L’Aquila, centro maggiormente colpito dal sisma.

Decisione importante la sua, che insieme agli 8 miliardi da stanzionare alla Regione, diluiti in 3 anni, e che porteranno alla ricostruzione dell’Abruzzo senza il ricorso ad un aumento delle tasse (‘Non si mettono le mani nelle tasche degli italiani’, afferma il Premier), hanno prodotto un aumento del consenso, salito di quattro punti percentuali al 56% (secondo il sondaggio Ipr pubblicato il 20 aprile scorso su Repubblica).


Ma perché dunque, questo cambio improvviso di programma, quando ormai i lavori a La Maddalena erano giunti ad un buon punto?

«Troppo bella e lussuosa in tempi di crisi», questa la giustificazione principale di Berlusconi. Ben lontano dai criteri di sobrietà e serietà, questa volta se ne fa promotore.
Approfittando inoltre di uno dei temi che verrà trattato durante il summit più importante dell’anno, quello cioè della prevenzione dei cataclismi naturali, «quale sede è più appropriata di una terra ferita dal terremoto?».

Ci sarebbe poi tutta la questione che ruota intorno al dispendio di soldi. 220 milioni di euro risparmiati. Così si sostiene, anche se le somme sembrano fin troppo gonfiate nell’entità. E ancor più discutibile sarebbe la sua scelta di non unificare in una sola giornata elezioni europee, amministrative e referendum, con un dispendio impensabile di soldi (‘solo’ 50 milioni a detta di Silvio). Ma questa è un’altra storia.


Sulla polemica sorta attorno alla ‘questione sicurezza’, invece, Berlusconi mette subito tutti a tacere, facendo affidamento alla ragionevolezza dei contestatori: «Non credo che i no global avrebbero la voglia, la faccia e il cuore di fare manifestazioni dure» proprio nella zona «ferita» dal sisma.


A La Maddalena indignata, non resta dunque che prendersi il ‘contentino’, ospitando in autunno il vertice del G8 sull'ambiente sollecitato dal presidente degli Stati Uniti, Obama.

Accettate le scuse del Presidente Berlusconi, il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, si è accontentato di un consolatorio quanto riparatore commento del Premier: «La Maddalena era persino troppo bella... sarebbe stato un G8 non consono al momento che passiamo tutti per la crisi economica».


venerdì 24 aprile 2009

FISCO: ENTRATE, SCATTA PORNOTAX


ROMA - Scatta la Pornotax: sono infatti pronti - spiega l'agenzia delle Entrate - i codici tributo per il versamento, con il modello F24, dell'addizionale all'Irpef e all'Ires da applicare sui ricavi o compensi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico. Lo stesso è previsto per le trasmissioni televisive che, per sollecitare la credulità popolare, si rivolgono al pubblico attraverso numeri telefonici a pagamento. Dal 2008, infatti, come ricorda una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate lo stesso regime impositivo si applica anche ai soggetti che utilizzano questo tipo di trasmissioni approfittando della credulità delle persone cui si rivolgono. Per effetto dell'estensione dell'addizionale del 25 per cento, disposta dal decreto anticrisi, anche queste attività troveranno quindi ad attenderle un loro "codice etico" per effettuare i versamenti tramite modello F24. L'imposta aggiuntiva è fissata nella misura del 25 per cento del reddito complessivo netto corrispondente alla somma dei ricavi e dei compensi derivanti da queste attività, decurtata dall'ammontare dei componenti negativi relativi a beni e servizi utilizzati per lo svolgimento delle medesime attività.

fonte: http://temporeale.libero.it/

mercoledì 22 aprile 2009

A proposito di tivvù

La televisione è “cattiva maestra”?

Riflessioni e considerazioni.



Rispetto alla televisione degli anni Sessanta, che aveva una funzione fondamentalmente di servizio, quella attuale è essenzialmente caratterizzata dalla logica del consumo.
Grande e importante mezzo di comunicazione, la televisione è stata, nel nostro Paese, dagli anni ’60 in poi, strumento di progresso culturale. Ma è anche innegabile che la TV, da servizio di informazione ed intrattenimento, si stia trasformando solo in intrattenimento a tutti i costi e nel senso più deleterio del termine.
L’attuale degrado è stigmatizzato, in maniera desolante ma chiarissima, nei termini recentemente coniati di
“Tv Spazzatura” e “Trash”.

La questione se la televisione sia o meno “cattiva maestra” è aperta ormai da qualche anno, e cioè da quando ci si è resi conto che la principale causa del deterioramento della TV è stata proprio l’elevata produzione da parte di stazioni televisive, di materiale sempre più scadente e sensazionale, solo per aumentare e mantenere la loro audience.

Come finalità dunque, si è venuta ad imporre quella di accaparrarsi sempre più telespettatori, entrando in un vortice concorrenziale, senza tener conto della finalità educativa del mezzo. Non ha più importanza dunque, se il materiale sensazionalistico sia buono o meno. L’importante è coinvolgere il maggior numero possibile di “teleutenti”.
Nonostante il livello basso di molte trasmissioni televisive, tuttavia, ci si rende sempre più conto di come il pubblico sembri apprezzare spettacoli dalle loro qualità scadenti.

Chi fa televisione, a mio parere, dovrebbe quindi cercare individuare ciò che dovrebbe essere evitato il più possibile, in modo tale da poter continuare a svolgere a pieno la sua funzione non solo di intrattenimento ma soprattutto educativa.
La TV dunque, proprio per il suo peso non indifferente che ha assunto anche nei confronti dei più giovani, dovrebbe essere usata con moderazione, e in tal senso credo che l’intervento della famiglia potrebbe essere determinante, in modo tale da formare i figli ad un uso critico e moderato dei mezzi di comunicazione e spiegare anche i fini di alcuni messaggi televisivi, che spesso vanno a distorcere principi e valori fondamentali.

Credo, infine, che trasmissioni di basso livello, come quelle che negli ultimi tempi siamo abituati a vedere, arrestino in maniera non indifferente la crescita di un paese e di una società civile.
Un ragazzino che non ha ancora una personalità ben definita non trova certo un aiuto neanche in telefilm o cartoni animati attuali.
Il fatto che tali trasmissioni abbiano una buona audience potrebbe indurci a pensare che la situazione sia più grave di quello che in realtà è o forse che veramente non c'è più niente in TV e che pur qualcosa noi schiavi del tubo catodico dobbiamo vedere?
Credo sia difficile rispondere su due piedi a questo quesito, come anche a quello iniziale, se la televisione sia o meno “cattiva maestra”.

Concludo dunque, ribadendo che i produttori di programmi televisivi, a mio avviso, dovrebbero porsi come finalità prima, il divieto di dar vita a spettacoli o programmi con funzioni fortemente anti-educative, ripristinando in tal modo il compito importante per cui tale mezzo era stato inizialmente pensato, e riflettendo sul forte peso che oggi ha assunto la televisione nella vita sociale e nel processo di formazione della personalità delle attuali generazioni.

martedì 21 aprile 2009

A proposito dell'Abruzzo



Frequentando costantemente Facebook, il Social Network di grande successo, ho potuto leggere quasi quotidianamente le decine e decine di gruppi creati, a partire dal 6 aprile (la tragica data che ricorda il sisma che ha scosso l’intero Abruzzo), in sostegno della regione.

Molti gli aiuti concreti: donatori di sangue e volontari di tutta Italia si sono mobilitati in soccorso alle zone maggiormente colpite. Accanto a tutti i gruppi che incitavano a mobilitazioni di questo tipo, svariati sono stati anche quelli di natura totalmente ‘simbolica’, finalizzati a dare un sostegno morale ai sopravvissuti e parenti delle vittime.

Devo ammettere però che tra i tanti gruppi, oltre a quelli menzionati ce ne sono stati altrettanti direi quasi ‘fastidiosi’, della serie ‘Firmiamo affinché l’intero montepremi del superenalotto vada interamente ai terremotati abruzzesi’. Oggi, un altro sullo stesso tono: 'Facciamo donare all’Abruzzo 299000,00 euro vinti da Ferdi al GF2009'.


Bene: volete sapere la mia? Io, se giocassi costantemente al superenalotto e avessi partecipato al reality show vincendolo, non permetterei a nessuno di dirmi cosa devo o non devo farne con i miei soldi. No, non sono egoista. Ma evito di immischiarmi in quel vasto ramo di perbenismo che inquina il nostro Paese. Tutto qui.

Gli aiuti non sono mancati, non mancano né mancheranno, come abbiamo saputo dimostrare ogni qualvolta il nostro Paese sia stato vittima di grandi catastrofi naturali. Vestiario, migliaia di sms da un euro, bonifici, cibo.

A mio parere però, è un po’ azzardato avere delle pretese simili. Al di là di ciò che Ferdi deciderà di farsene con quei soldi, nessuno può fare le sue veci. Nè la celebrità né i soldi ripagano, sia chiaro. Ma per quanto sia la prima a sostenere che la sua vittoria, Ferdi se la sia, strategicamente o meno, guadagnata grazie al buonismo della popolazione italiana che ha seguito il reality (ieri sera mezza Italia era incollata ai teleschermi), ora, la stessa buona fetta di popolazione non può affermare o addirittura pretendere il contrario.


Per fortuna, la gara di solidarietà per l’Abruzzo ancora non si interrompe. In campo scendono anche i ‘big’ della musica italiana.

La Pfm, Roberto Vecchioni e Daniele Silvestri. Francesco Renga, Afterhours e le Vibrazioni, ma anche Cristiano De Andrè, Luca Barbarossa, Tony Levin Stickmen Trio. E ancora Tullio De Piscopo, Mauro Pagani, Eugenio Finardi, Francesco Baccini, Giò Di Tonno e Michele Zarrillo. Sono solo alcuni dei grandi nomi della musica che parteciperanno all’evento “Insieme per l’Abruzzo”, il concerto che si terrà il 28 aprile al PalaSharp di Milano.

Ma non solo: oltre 50 cantanti capitanati da Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, hanno organizzato un’iniziativa canora, sostenuta dalla ‘Sugar’ di Caterina Caselli.

L’obiettivo è la registrazione di una canzone corale, ‘Domani’, la cui uscita è prevista per la prima settimana di maggio in versione digitale per Itunes e in versione cd singolo, e i cui proventi saranno devoluti alle popolazioni colpite dal sisma. Tra le voci, Luciano Ligabue, Laura Pausini, Gianna Nannini, Giorgia, Claudio Baglioni, Tiziano Ferro, Elisa, Franco Battiato e Cesare Cremonini. Ed ancora Francesco Renga, Piero Pelù, Gianluca Grignani, Morgan, Carmen Consoli, Nek, Luca Carboni, Elio e le Storie Tese, Giusy Ferreri, Antonello Venditti, Fabri Fibra, J-Ax, Max Pezzali, Caparezza, Al Bano, Massimo Ranieri, Samuele Bersani, Pacifico, Mango, Ron, Roy Paci, Frankie Hi-Nrg, e i Negramaro, ai quali dovrebbe unirsi anche Ivano Fossati. Questo è quanto reso noto dall’Ansa.